Incontro con Clara Campese di Piero Viti

Ciao Clara, come nasce la tua passione per la chitarra ?

Quando iniziai a suonare la chitarra, non sospettavo neanche lontanamente che un giorno sarei diventata chitarrista ! E' successo tutto per caso o forse, più verosimilmente, per una serie di favorevoli circostanze ed incontri determinanti. C' erano in casa mia due chitarre una Calace ed una Iornini, noti liutai napoletani. Appartenevano a mio padre, che da ragazzo si era dilettato a suonarle, dopo aver preso delle lezioni dal chitarrista Alberto Continisio (... avrei appreso parecchi anni dopo che il M° Continisio aveva conosciuto e frequentato Tommaso de Rogatis, papà di Teresa). Durante una gita scolastica, una mia compagna di classe portò con se la sua chitarra e suonò buona parte della giornata. Entusiasta, le chiesi di presentarmi il suo maestro e così qualche giorno dopo ... ebbe inizio la mia carriera chitarristica !
Quale è stata la tua formazione ?
Ho studiato la chitarra alla scuola del maestro napoletano Stefano Aruta, ultimo allievo di Teresa de Rogatis, diplomandomi al Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Contemporaneamente, dopo la maturità classica, ho continuato gli studi umanistici: sono infatti laureata in Lettere Classiche all' Università Federico II di Napoli. Mi sono perfezionata con celebri esponenti del mondo chitarristico, quali Maria Luisa Anido, Leo Brouwer, Angelo Gilardino, Manuel Barrueco, Costats Cotsiolis e Roberto Aussel. Dal 1992 al 1994 poi, ho seguito il corso triennale ad indirizzo filologico, tenuto da Carlo Barone all' Accademia di Studi Superiori L'Ottocento di Roma.
Chi dei maestri citati ha rappresentato per te un punto di riferimento, influenzando particolarmente la tua formazione ?
Sicuramente Stefano Aruta ha svolto, da questo punto di vista, il ruolo più importante. Mi ha conosciuto quando ero poco più di una bambina ed ha poi seguito tutta la mia attività chitarristica: il suo incontro è stato per me determinante. Un legame particolare mi ha poi unito alla ormai mitica chitarrista argentina Maria Luisa Anido, che ho avuto il piacere e l' onore di conoscere. Diversa, ma significativa, è stata poi, in età già adulta, l'esperienza in Accademia con Carlo Barone. Senza dubbio comunque tutti gli altri maestri ricordati mi hanno regalato qualcosa: ognuno di loro mi ha aiutato a cogliere una sfaccettatura particolare della musica e tutti sono stati sostanzialmente concordi in quanto a senso del valore artistico, gusto e disciplina.
So che hai tenuto concerti sia da solista che in formazione da camera ...
Si è così. Per molti anni ho suonato da solista. Poi ho formato un duo con il chitarrista Edoardo Catemario: questa esperienza, per quanto breve, è stata molto piacevole e stimolante. Nel 1992 poi è nato il trio con i chitarristi Paola Troncone e Fabio Mastroianni (Trio Chitarristico Maria Luisa Anido). Sicuramente non è semplice confrontarsi costantemente con altri chitarristi, sia musicalmente che caratterialmente, ma quella della musica d' insieme è, secondo me, un' esperienza che ogni musicista dovrebbe affrontare.
Attualmente ti dedichi anche all'attività didattica ?
Sì, da oltre dieci anni ormai. Al momento sono docente di chitarra nella Scuola Media Statale D' Ovidio-Nicolardi di Napoli. Iniziati in sordina nel 1975, questi corsi ad indirizzo musicale nella scuola media rappresentano ormai un'importante realtà nella didattica musicale italiana: attualmente sono presenti in più di cinquecento scuole ed il loro ruolo è destinato a crescere sia nella riforma dei cicli scolastici, sia nella riforma dei conservatori. L'attività musicale svolta nelle scuole mira soprattutto alla formazione complessiva della persona, alla sua socializzazione, allo sviluppo delle sue capacità intellettive e creative, all' allenamento ed all' affinamento delle sue facoltà psico-motorie. Diventa, in tale prospettiva, un mezzo oltre che uno scopo ! Non sono pochi, comunque, i ragazzi che continuano in seguito i loro studi musicali, arrivando al diploma. Come svolgi questa attività ? E' una bellissima esperienza stare a contatto con i giovanissimi, cercando di trasmettere loro l' amore per la musica ed il fascino del fare musica. Personalmente cerco sempre di instaurare un rapporto di amicizia con gli allievi, assecondandone le inclinazionie e senza mai coartarne le personalità. Ho sempre nei loro riguardi il massimo rispetto ... e come potrei riceverlo altrimenti ? Faccio del mio meglio per conquistarne la stima, cercando di non deluderli e non tradire le loro aspettative. Prossimamente vorrei dedicarmi anche ai più piccoli: proprio quest'anno ho frequentato a Roma il corso Metodologia e pratica dell' Orff-Schulwerk, diretto dal M¡ Giovanni Piazza: è stato bellissimo ed entusiasmante. Ho imparato tante cose che mi piacerebbe mettere in pratica: penso che per i bambini sia fondamentale avvicinarsi alla musica innanzitutto facendo musica, non separarando quest'ultima dalle altre attività espressive quali il linguaggio, il gesto, l'immagine e la danza.
So che un'altra delle tue passioni è l' hard-disk recording . Quanto è importante per te riuscire a registrare da sola i tuoi CD, di avere cioé maturato competenze tecniche in questo campo ?
Non saprei francamente quanto sia importante, una cosa è certa: è massacrante ! Però è una grande soddisfazione riuscire a creare l'intero prodotto dalla registrazione all' editing e, perchè no, anche alla grafica ! E' un lavoro che mi appassiona molto. Del resto non sono un caso isolato, al giorno d' oggi sono molti i musicisti che si sono creati un minuscolo studio di registrazione personale.
Ascolti i CD dei tuoi colleghi ?
Sì, certo ! Penso che sia fondamentale ascoltare gli altri: c'è sempre da imparare !
Ed ora veniamo alla musica di Teresa de Rogatis. Come è nata la scelta di incidere questo CD ?
E' un' antico progetto ! Ne parlavo da molti anni, ma non l' avevo mai portato a termine. Decisivo è stato l' incontro avuto con Angelo Gilardino ad Avellino lo scorso anno. Rimasto favorevolmente colpito da una mia vecchia registrazione del Balletto di Teresa de Rogatis, Angelo mi ha notevolmente incoraggiato: "... tutto il quadro culturale, musicale, ambientale e anche personale farebbe di te l' interprete privilegiata di questa compositrice...". Approfitto, ancora una volta, per ringraziarlo di tutta la disponibilità dimostratami. Naturalmente anche avere avuto l'opportunità di conoscere Teresa de Rogatis, ascoltare la sua musica, vedere i suoi manoscritti, suonare la sua Guadagnini, sentire parlare di Lei per anni, conoscere Suo figlio Mario Feninger è stato fondamentale: di tutto ciò devo ovviamente ringraziare il M¡ Aruta. Insomma, a pensarci bene, ho tardato anche troppo a realizzare questo CD !
A proposito, il M° Feninger ti ha definito l' erede della maniera di suonare di Teresa ... cosa della sua musicalità e della sua personalità, seppur filtrata, è giunta a te ?
Musicalmente parlando, preferisco non essere io a giudicare: sicuramente il M¡ Feninger è stato fin troppo generoso nei miei riguardi. Da quanto ho avuto modo di sentire, Teresa de Rogatis è stata una musicista di notevolissima caratura, ma, prima ancora, una persona eccezionale: sarei felice di avere ereditato da Lei l' equilibrio, l' eleganza, la sincerità e soprattutto l' amore per la cultura mediterranea ...
Ascoltando il CD abbiamo apprezzato il suono molto espressivo della tua chitarra. Chi è il liutaio ?
La mia chitarra è del liutaio napoletano Ottavio Caiazzo, scomparso purtroppo, in giovanissima età, nel 1995. Ottavio si era diplomato alla scuola di liuteria classica di Cremona ed aveva già raggiunto ottimi livelli. Sento molto la sua mancanza: il suo laboratorio napoletano era un punto di riferimento per me.
Progetti futuri ? Mi piacerebbe ricreare a Napoli quell' atmosfera vissuta durante gli anni in cui operava l'Associazione Musicale Manuel de Falla. Dopo Stefano Aruta, che ne è stato l'ideatore, ne sono diventata presidente. Forse qualcuno se ne ricorderà: eravamo un discreto gruppo di chitarristi, eravamo amici e lavoravamo solo ed unicamente per il piacere di creare qualcosa insieme. E' stato un bel periodo, abbiamo portato a Napoli chitarristi di fama internazionale, organizzando concerti, conferenze, master-class. Spero di poter riprendere al più presto questa attività ... anche da sola !
Ciao Clara, è stato un piacere.

Ottobre 2001