Quartetto d'archi Gagliano
Nato agli inizi degli anni '90, il Quartetto Gagliano ha assunto l'attuale nome nel corso degli anni, per rendere omaggio alla più celebre famiglia di liutai napoletani e formalizzare la successione di musicisti avvenuta negli anni.
Formatosi su un repertorio il più vasto possibile, che da "L'Arte della Fuga" di J. S. Bach giunge fino a Berio, il quartetto è composto da: il violinista CARLO DUMONT (ha studiato con Franco Gulli e Norbert Brainin), la violinista GIUSEPPINA TUFANO (ha studiato con Giuseppe Prencipe e Franco Mezzena), il violista LUIGI TUFANO (ha studiato con Vlady Mendelssohn) e il violoncellista MAURO FAGIANI (ha studiato con Roberto Chirizzi e Thomas Demenga).
Le principali tappe della loro formazione:
1990 – Sermoneta – "Corso di Perfezionamento Strumentale e di Interpretazione Musicale" con il Gabrieli String Quartet di Londra;
1995 – Lubecca (Germania) – "Musikhochschule" con il Quartetto Alban Berg;
1997 – Londra – vincitore della borsa di studio "Amadeus Scholarship Fund" lavora presso la Royal Academy of Music con il Quartetto Amadeus.
Parallelamente all'attività didattica il quartetto svolge una intensa attività concertistica per le maggiori associazioni musicali, partecipando a tourné e festival internazionali in Italia e in Europa, suonando nelle principali capitali e registrando per la Radio e la Televisione Italiana (RAI).
L'esigenza di ampliare i repertori tradizionali ha spinto il quartetto, da diversi anni, ad un lavoro sistematico di ricerca e riscoperta del repertorio cameristico, tra l'800 e il '900, di Scuola Napoletana (Alfano, Martucci, Longo, Pilati, etc.), eseguendo e registrando lavori spesso inediti.
E’ attesa la presentazione in catalogo da parte della etichetta discografica "Phoenix" di un cd monografico del quartetto su un eminente rappresentante della scuola napoletana


STAMPA
"quartetto Gagliano ... alla chitarra c'era la brava ed elegante Clara Campese, alle nacchere Raffaella Caianiello. Potenza sonora, ritmo serrato, procedere compatto e concertante hanno caratterizzato l'esecuzione luminosa del brano ...per la plasticità del suono è stato il momento più suggestivo del concerto..." ROMA (2005)